‘Ndonemë lu vatocc’a la cambana

Tipo di diafonia a vatoccu, eseguita dalle sorelle Adelina e Giulia Zaccagnini, con incipit monodico lungo. L’immagine del batacchio che percuote la campana con oscillazione regolare, al quale è assimilato il rapporto omoritmico fra le parti del canto, è richiamata anche dal primo verso, intonato dalla voce di Adelina come la gran parte dei primi … Leggi tutto

E locia di lucento

Canto polivocale di corteggiamento in dialetto pretarolo, normalmente eseguito durante il lavoro agricolo: Celestina De Luca, Salvatore De Luca, Giuseppina Giardetti (Giuspecchia), Luigina Panza, Ginevra Bartolomei, Teresa Davidde, Maddalena Montauti (Bimba), Isabella Leone.

Suonatore che suonate bene

Sessione di stornelli per serenata intonati sulla modalità “a saltarella” da quattro esperti cantori, che si alternano concatenando la successione delle strofe: Gaspero Scardelletti, Carino Misantoni, Fiorangelo Mastrodascio, Aladino Leonardi. L’organetto diatonico a due bassi (ddu bbottë) è suonato da Luigi Mazzetta, di cui si rileva la particolare cadenza. La relazione con le Marche, presente … Leggi tutto

Canto all’aria “narquatana”

Tipo di diafonia della forma detta a vatoccu, eseguita a discanto da Michele e Giulia Zaccagnini (fratello e sorella), identificata localmente come canto a vatocco o a batocco dagli stessi interpreti e diffusamente attestata nelle Marche e nell’Umbria, soprattutto nel versante adriatico dell’Appennino. I cantori definiscono la forma melodica di questo canto aria alla narquatana … Leggi tutto

Ssaldarellë con vurra vurrë

Ritmo di saltarella eseguitoda Alfonso Marcone con vurra vurrë, tamburo a frizione costruito a Cerqueto con un recipiente cilindrico di latta di sardine aperto ad una estremità, su cui viene tesa e legata una pelle o un panno al quale è a sua volta fissata una sottile canna. Il suono rauco e cupo del vurra … Leggi tutto

Strada la vorrebbi matunare

Stornelli cantati nella modalità “a saltarella” con l’organetto, in una sequenza concatenata di rime eseguita dal pastore e cardatore Alfonso Mastrodascio del rione Casale, appartenente ad una famiglia di cantori e suonatori: il padre Giovanfrancesco, poeta improvvisatore, era un costruttore e suonatore di ciuffëlë, il flauto ricavato dallo stinco della pecora. Alfonso Mastrodascio, sebbene risultasse … Leggi tutto

Lu benedimmë

Gaspero Scardelletti e Michele Zaccagnini cantano stornelli augurali eseguiti in genere la notte fra il 30 aprile e il 1° maggio per le case del paese di Cerqueto. Si tratta dell’unico documento sonoro che testimoni il canto augurale di questua del “maggio” a Cerqueto e nell’area dell’Alto Vomano. Davanti alle abitazioni venivano intonati stornelli dedicati … Leggi tutto

Preparati all’un’ore

Ermando Di Francesco interpreta un canto per la questua della Passione, detta anche “L’Orologio della Passione”, poiché riiferisce in dettaglio quanto accadde nelle dodici ore della Passione di Gesù.

E locia di lucento

Canto polivocale di corteggiamento in dialetto pretarolo, normalmente eseguito durante il lavoro agricolo: Celestina De Luca, Salvatore De Luca, Giuseppina Giardetti (Giuspecchia), Luigina Panza, Ginevra Bartolomei, Teresa Davidde, Maddalena Montauti (Bimba), Isabella Leone.

Canto all’aria “narquatana”

Tipo di diafonia della forma detta a vatoccu, eseguita a discanto da Michele e Giulia Zaccagnini (fratello e sorella), identificata localmente come canto a vatocco o a batocco dagli stessi interpreti e diffusamente attestata nelle Marche e nell’Umbria, soprattutto nel versante adriatico dell’Appennino. I cantori definiscono la forma melodica di questo canto aria alla narquatana … Leggi tutto