I funerali di Giovanni Palladini

I funerali di Giovanni Palladini (Mosciano S. Angelo, 3.1.1926), padre di Domenico Palladini a Châtelet. Dietro il feretro Livia Fini, Giovina Palladini, Giuseppe Palladini, Letizia Del Gaone.

Orchestra “Les Palladini” durante una serata

L’orchestra “Les Palladini” durante una serata nel locale “La Maison du Peuple” di Châtelet. Da destra Domenico Palladini alla chitarra, Lillo al banjo, Giovina Palladini alla batteria, Salvatore Caltagirone al basso.

Pic-nic nei dintorni di Bruxelles

La famiglia di Domenico Palladini e quella di amici di famiglia originari di Taranto ad un pic-nic nei dintorni di Bruxelles. Il padre Giovanni Paladini (Mosciano S. Angelo, 3.1.1926) è seduto con un fiasco di vino; sulla destra la madre Livia Fini e in basso fra i due si intravede il fratello maggiore Giuseppe Palladini … Leggi tutto

L’arrivo degli sposi

Il giorno del matrimonio di Carlo Di Giannantonio e Antonia Evangelista, al momento dell’arrivo per la festa davanti casa Di Giannantonio dopo la cerimonia di nozze a Celano (AQ). Di spalle gli sposi, al centro Angela D’Alessandro, mentre bacia il figlio Carlo.

Commemorazione della catastrofe di Marcinelle

Bruno Tiberio a Roccascalegna per la commemorazione del 50° anniversario della catastrofe di Marcinelle, con una corona offerta dall’Associazione Abruzzese del Limburgo portata da Agostino Bellini, presidente dell’Associazione Lancianesi Emigrati nel Mondo.

Commemorazione della catastrofe di Marcinelle

Bruno Tiberio a Roccascalegna per la commemorazione del 50° anniversario della catastrofe di Marcinelle, con una corona offerta dall’Associazione Abruzzese del Limburgo deposta nella piazzola dedicata alle vittime. Al centro, poggiato sul vagone di carbone, Agostino Bellini, presidente dell’Associazione Lancianesi Emigrati nel Mondo.

Manifestazione contro la chiusura delle miniere

Bruno Tiberio, al centro della foto appogiato ad un cartello, nel corso di una manifestazione contro la chiusura delle miniere assieme ai minatori della Winterslag. I cartelli recitano: “Nessuna miniera chiusa”.