Mazurca “Tra veglia e sonno”

Vincenzo Torriero orologiaio a Pescara dal 1952 e suonatore di sega ad archetto e mandolino interpreta le prime due parti di una mazurca diffusa tra i suonatori artigiani di tutta la penisola.

Stornelli alla mietitura tipo I

Achille Di Pietrantonio intona in contesto domestico un’altra sequenza di stornelli nella modalità usata per la mietitura a mano più diffusa (tipo I).

Stornelli da cantare sull’aria dell’organetto

Achille Di Pietrantonio inanella stornelli intonandoli sull’aria da ballo per la polca nel contesto di una “carrellata” espositiva delle modalità da lui conosciute usate per funzioni differenti.

Stornelli a Saltarella

Achille Di Pietrantonio intona qualche stornello sull’aria per il ballo della saltarella all’interno di una “carrellata” espositiva sulle modalità da lui conosciute usate per funzioni differenti.

Stornelli alla mietitura tipo II

Achille intona stornelli su aria di mietitura a mano considerata più antica (tipo II) denominata anche “alla rumanë” (dal versante sinistro dell’alta Val Fino per tutte le valli più occidentali era pratica diffusa andare a mietere come braccianti nella bassa Maremma, nella zona di Civitavecchia) e conosciuta anche da Lavinia Zecchini (sua amica).

Suonatore di sega

Documentazione audio dell’incontro con l’orologiaio Vincenzo Torriero di 92 anni al momento dell’intervista, nel suo negozio a Pescara in via Nicola Fabrizi 122, suonatore di sega, mandolino, armonica a bocca.

Chi è che bussa

Versione polivocale del canto narrativo conosciuto come “Il marito giustiziere” eseguito polivocalmente per terze parallele.

La strada del bosco

Canto eseguito da Gina D’Angelo, Assunta Monti e Antonio D’Angelo in forma polivocale (alla terza e all’ottava bassa).

Stornelli alla mietitura tipo I

In contesto domestico Achille Di Pietrantonio intona alcuni stornelli nella modalità usata per la mietitura a mano più diffusa (tipo I).

Stornelli alla mietitura tipo II

Achille intona stornelli su aria di mietitura a mano considerata più antica (tipo II) denominata anche “alla rumanë” (dal versante sinistro dell’alta Val Fino per tutte le valli più occidentali era pratica diffusa andare a mietere come braccianti nella bassa Maremma, nella zona di Civitavecchia) e conosciuta anche da Lavinia Zecchini (sua amica).