Riti e pratiche sociali
Fiammelle danzanti
La processione di Santa Maria dei Lumi a Civitella del Tronto
All’uscita dal Santuario di Santa Maria dei Lumi, dopo le celebrazioni, i fedeli si radunano recando in mano delle lanterne rosse a candela, che punteggiano la processione con la loro suggestiva oscillazione luminosa nel paesaggio che lentamente volge all’imbrunire. Mentre l’effige mariana è trasportata in solenne corteo al ritmo della banda in cammino, i lumi che l’accompagnano riaccendono la memoria leggendaria delle manifestazioni prodigiose dei secoli passati, quando cori angelici in forma di luci intermittenti apparvero attorno al santuario.
“L’intitolazione di questo santuario ai Lumi, o alla Lumera, affonda le sue radici nel racconto di una misteriosa e antica tradizione che narra di un evento prodigioso avvenuto nella seconda metà del XVII secolo. In questo periodo sarebbero comparse più volte luminose schiere di angeli che, in lontananza, apparivano come fiammelle danzanti intorno all’area che circonda il sito”.
Luigi Braccili, 2000
Il Santuario di Santa Maria dei Lumi si erge su una collina a poche centinaia di metri dal perimetro del borgo fortificato di Civitella del Tronto. Il doppio titolo mariano – “Santa Maria dei Lumi” o “della Lumera”, a volte anche “Madonna della piova” – condensa due stratificazioni devozionali distinte. La prima, più antica, rinvia a un accadimento soprannaturale collocato dalla tradizione nella seconda metà del XVII secolo, quando attorno al colle del santuario si sarebbero più volte manifestate schiere luminose di angeli, visibili in lontananza come fiammelle intermittenti che sparivano all’arrivo degli osservatori sul posto: è da questo racconto che deriva il nome del culto e la sua intitolazione al mistero dei “Lumi”.
La seconda stratificazione è invece moderna, e si articola in due episodi di miracolo della pioggia trasmessi dalla memoria comunitaria civitellese: un primo evento, datato al 20 maggio 1779, durante il quale la Madonna dei Lumi sarebbe stata portata in processione dalle contrade del comune in occasione di una siccità prolungata, seguita dall’arrivo della pioggia al momento dell’uscita della statua dal santuario; un secondo evento, datato al 27 aprile 1883, con un analogo intervento di intercessione dopo un periodo di siccità, che è quello a cui si lega la moderna festa patronale del 27 aprile. A questa valenza meteorica rimanda anche il titolo popolare di “Madonna della piova” (cioè “della pioggia”), oggi meno in uso ma ancora attestato nella memoria degli anziani.
Il santuario rappresenta così il punto di convergenza di un duplice movimento devozionale, luminoso e pluviale, che ne radica il significato nella vita contadina del territorio e in un sistema rituale più ampio: il primo miracolo ha dato origine al culto continuativo del Cero portato da Rocche e dalle altre contrade il 20 maggio (oggi ridotto alla sola Rocche), mentre il secondo ha generato la festa patronale civitellese del 27 aprile, sopravvissuta con la sua struttura cerimoniale fino ai giorni nostri.
La festa si articola in un programma di tre giorni, che combina una dimensione religiosa e una civile. Dopo iniziative di avvicinamento e intrattenimenti laici, il momento centrale ha luogo generalmente il 26 aprile, quando si svolge la processione mariana nelle forme che la Curia e la Soprintendenza consentono, accompagnata dalla fiaccolata dei fedeli: negli anni ordinari, il simulacro portato in processione è un quadro dipinto con l’effigie della Madonna, mentre la statua lignea del 1489 – considerata di valore inestimabile – resta custodita nella nicchia dell’altare; in occasioni straordinarie, come l’Anno Santo 2025 o il periodo post-pandemico, la statua stessa viene portata in processione. Il corteo muove dal santuario, scende lungo la strada e risale al borgo fino alla piazza principale di Civitella, dove la Madonna dei Lumi incontra il simulacro di Sant’Ubaldo, patrono del paese, in un abbraccio rituale che costituisce il momento culminante della cerimonia, rientrando infine al santuario.
Durante tutto il suo lungo tragitto la processione è contrassegnata dalle caratteristiche lanterne a bicchiere rosso con candela interna, in rievocazione delle luci prodigiose della leggenda di fondazione. Il giorno seguente si celebrano le messe principali della giornata, inclusa la tradizionale messa solenne con il vescovo della Diocesi di Teramo-Atri, seguita dallo spettacolo pirotecnico, molto sentito dai cittadini civitellesi.
La partenza della processione
Civitella del Tronto (TE), 26 aprile 2024.
Registrazione di Emanuele Di Paolo, Archivio Centro Studi Don Nicola Jobbi/Bambun.
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Fiammelle danzanti
I lumi
Foto di Emanuele Di Paolo,
Civitella del Tronto (TE), 26 aprile 2024,
Archivio Centro Studi Don Nicola Jobbi/Bambun.


Fiammelle danzanti
La Madonna dei Lumi
Foto di Emanuele Di Paolo,
Civitella del Tronto (TE), 26 aprile 2024,
Archivio Centro Studi Don Nicola Jobbi/Bambun.


Fiammelle danzanti
Le contadine offerenti
Foto di Emanuele Di Paolo,
Civitella del Tronto (TE), 26 aprile 2024,
Archivio Centro Studi Don Nicola Jobbi/Bambun.


Fiammelle danzanti
La processione
Foto di Emanuele Di Paolo,
Civitella del Tronto (TE), 26 aprile 2024,
Archivio Centro Studi Don Nicola Jobbi/Bambun.


Fiammelle danzanti
Il quadro e il santuario
Foto di Emanuele Di Paolo,
Civitella del Tronto (TE), 26 aprile 2024,
Archivio Centro Studi Don Nicola Jobbi/Bambun.
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Processione di Santa Maria dei Lumi
Civitella del Tronto (TE), 26 aprile 2024.
Riprese di Emanuele Di Paolo, Archivio Centro Studi Don Nicola Jobbi/Bambun.
Trasmissione e salvaguardia
L’attuale forma organizzata della festa è curata dall’Associazione Storico Comitato Santa Maria dei Lumi, nata ufficialmente nel 2017 e radicata in una tradizione festiva più antica la cui formalizzazione contemporanea risale al 1995: nel 2025 l’associazione ha celebrato la trentesima edizione della festa nella sua configurazione attuale. L’associazione è coordinata da un gruppo di una trentina di volontari, composto da giovani e adulti in una proporzione relativamente equilibrata, che lavora su base volontaria durante tutto l’anno. Come ricordano i componenti del Comitato, il lavoro di preparazione comincia immediatamente dopo le festività natalizie: si organizza la questua porta a porta nel territorio comunale di Civitella del Tronto e nelle frazioni, si raccolgono le offerte dei compaesani e degli sponsor locali, si concordano con i rappresentanti religiosi e musicali – il Vescovo, i frati, le bande – i programmi delle tre giornate.
Il coordinamento dell’intero evento è affidato a un nucleo di figure anziane di riferimento nelle quali i più giovani riconoscono “il perno” della festa, in un intreccio di ruoli generazionali che rappresenta la principale garanzia di continuità del rito.
Sul piano della rete devozionale territoriale, la festa di Santa Maria dei Lumi si inserisce in un sistema di pratiche rituali più ampio che lega la Madonna dei Lumi al contado civitellese e alle sue frazioni. In particolare, il 20 maggio (o la domenica più prossima), la comunità di Rocche di Civitella sale al santuario portando in offerta un cero votivo – la cosiddetta Torcia –, legato a un miracolo della pioggia distinto ma anch’esso collocato nella memoria popolare tra XVIII e XIX secolo.
In una prospettiva di complementarità, la festa di fine aprile e la processione di maggio costituiscono, nell’arco annuale del culto civitellese, due polarità rituali distinte ma profondamente connesse, entrambe radicate nel rapporto fra la comunità contadina del territorio, il ciclo delle piogge e il culto mariano dei Lumi.



