Mazurchetta

Mazurca suonata con l’armonica a bocca da Valentino Salini.

Il Calvario

Il Calvario è l’unica parte polivocale del canto processionale di Villa Petto in occasione del Venerdì Santo, quando le donne sfilano in corteo eseguendo le varie parti della Sacra Rappresentazione del Cristo Morto con la Madonna che cerca il Figlio. La parte del Calvario richiede una particolare abilità e sintonia fra le interpreti, in questo … Leggi tutto

La Veronica

La Veronica annuncia alla Vergine Maria la morte del Figlio, e la parte richiede un’interpretazione particolarmente accorata ed espressiva, in questo caso eseguita da Stella Di Sabatino durante la processione.

Je vulessë che scessë la luna

Canto narrativo inscindibilmente legato alla Passione di Cristo che una volta veniva eseguito in funzione rituale durante la Settimana Santa, si canta con lu addë (l’alto) e lu bassë (il basso). La versione conosciuta a Colledoro è eseguita in casa da Maria Di Gabriele, Angela Domenica De Domincis, Domenica Russi.

Urazijonë di Sandë Flicenzë

La narrazione cantata dei miti attraverso le urazijoni (orazioni) è intonata dalle donne nei contesti domestici: l’esecuzione è di Angela Domenica De Dominicis. L’emissione vocale per questo tipo di repertorio è contenuta, adatta a un ambiente intimo e dunque radicalmente diversa dallo stile di canto adottato per i contesti pubblici o per gli spazi aperti.

Mazurca ‘nciambatë

Sonata di mazurca all’organetto diatonico a due bassi (ddu bbottë) di Giovanni Cotogno detto “Barraccone”, accompagnato alla chitarra da Giovanni Frattaroli.

La Palmarottë

Stornelli cantati e accompagnati sul tempo di polca alla Palmarottë: voce di Domenica Russi e Angelo De Domincis, all’organetto diatonico a due bassi (ddu bbottë) Giovanni Cotogno detto “Barraccone”, alla chitarra Giovanni Frattaroli.

Polchetta

Sonata di polca all’organetto diatonico a due bassi (ddu bbottë) di Pietro Russi, accompagnato alla chitarra da Giovanni Frattaroli.

Valzerino

Sonata all’organetto diatonico a due bassi (ddu bbottë) di Giovanni Cotogno detto “Barraccone”.