Daulia Pannunzio
Il tombolo aquilano è una delle più antiche e raffinate arti tessili d’Abruzzo: un merletto a fuselli che si lavora su un cuscino imbottito, sul quale il disegno tracciato su cartoncino prende forma intrecciando fili continui di lino o di seta. Nato e diffuso tra le merlettaie dei paesi montani fin dal Quattrocento, questa arte è diventata nel tempo simbolo di identità e di territorialità basata sulle differenze di metodi e stili, legata ai corredi nuziali, agli abiti delle feste e alle economie femminili delle famiglie dell’aquilano. Al giorno d’oggi, il merletto ha visto varie sperimentazioni e ripensamenti creativi, è stato applicato ad abiti di alta moda, pezzi d’arredamento e gioielli.
COSTO ESPERIENZA
PER PERSONA
DATA
ESPERIENZA
LUOGO
ESPERIENZA
Si propone un laboratorio dedicato al tombolo aquilano, per avvicinarsi a un’arte che unisce tecnica, pazienza e creatività. La maestra Daulia guiderà i partecipanti alla scoperta degli strumenti (tombolo, fuselli in faggio, punteruolo, cartoncino, spilli, uncinetto e forbicine) e dei principi del merletto, intrecciando alle dimostrazioni racconti di vita che hanno segnato la storia del territorio. Tra una spillatura e un incrocio di fuselli, si imparerà a riconoscere la particolarità del tombolo aquilano e si sperimenterà la realizzazione di un disegno tracciato dai partecipanti stessi. Il laboratorio diventa così un’occasione per toccare con mano un saper fare strutturato sulla forza racchiusa nei gesti semplici delle mani.
Programma
- Arrivo al Centro Sociale Anziani di Montereale, accoglienza e breve introduzione storica sul tombolo aquilano e sui suoi principali centri di diffusione
- Presentazione degli strumenti
- Dimostrazione pratica di avvolgimento dei fuselli, impostazione del lavoro e realizzazione dei punti base del merletto a fili continui
- Pratica personale dei partecipanti su un motivo da loro disegnato, con correzioni individuali da parte della maestra merlettaia
- Conclusione con rifinitura del piccolo elaborato e momento di dialogo sull’esperienza svolta





INFO E PRENOTAZIONI
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Daulia Pannunzio
Il mio nome è Daulia Pannunzio e sono “nata e cresciuta dentro le mura” della città dell’Aquila, nell’aprile del 1977. La prima volta che ho usato l’ago avevo quattro anni: mia nonna mi ha insegnato prima a ricamare e poi a scrivere. Quando l’altezza mi consentiva di stare seduta davanti la macchina da cucire, ho realizzato i primi vestiti per le mie bambole. Da adolescente ho continuato ad avere l’attenzione verso i mestieri femminili, fino a quando un giorno mi ha colpito il “prillare” (così si definisce il suono emesso dal movimento dei fuselli) e da lì ho iniziato a studiare il tombolo con le maestre delle scuole aquilane. Sono alla scoperta continua di idee che esulano dai lavori tradizionali, progettando e creando gioielli, capi d’abbigliamento, oggetti d’arredo classico ma soprattutto moderno con applicazioni di Tombolo Aquilano (cornici porta foto, lampade, orologi d’arredo, ecc.). Studio il continuo evolversi del merletto e il mio obiettivo è teso alla conservazione, alla difesa e alla diffusione dell’arte del merletto aquilano. Nell’estate del 2006 ho deciso di fare del mio hobby il mio lavoro ed ho trasformato la mia casa di Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila) in una bottega; ho messo a disposizione un cuscino con un imparaticcio, dove tutti i visitatori che vogliono, possono provare a lavorare il tombolo, rendendosi conto che è molto facile, non come si pensa. Mi trovate Piazza Medicea, nel centro storico di uno dei Borghi più Belli d’Italia. Le lavorazioni artistiche sono totalmente realizzate a mano con filati di lino o seta, come vuole la tradizione Aquilana. I Gioielli come bracciali, orecchini e ciondoli realizzati con il filo di metallo color oro o argento sono il mio orgoglio e sono tutti manufatti da considerare unici perché ogni volta che realizzo un ciondolo non riutilizzo il disegno. Inoltre la garanzia che l’esecuzione del lavoro sia svolta interamente a mano, può presentare eventuali ma inevitabili imperfezioni come i nodi.
