Da venditore a compratore
Lorenzo Di Teodoro (1943) espone la sua opinione sul cambiamento radicale avvenuto nel mondo contadino, trasformatosi da mondo produttivo a universo di consumo.
Autore
Gianfranco Spitilli
Luogo
Penna Sant'Andrea (TE), Italia
Data
20 ottobre 2012
Regia
Gianfranco Spitilli
Riprese
Gianfranco Spitilli
Montaggio
Stefano Saverioni
Genere
Intervista
Produttore
Bambun
Aspect ratio
16:9
Formato di registrazione
Full hd
Supporto di registrazione
Video digitale
Durata
2'29''
Fondo
Fondo Tramontana
Personaggi
Lorenzo Di Teodoro
Proprietario
Bambun aps/Centro Studi Don Nicola Jobbi
Contributore
Gianfranco Spitilli
Collocazione
Segnatura
BAMBUN_TRAMONTANA_V000046
Localizzazione
Archivio Bambun, Teramo
Diritti d'uso
C-Tutti i diritti riservati
Formato digitale
mpg
L'economia era ristretta però era sul posto, quindi quasi tutti...o la manodopera trovavno da fare qualcosa...si mieteva a mano, si zappava a mano, tutto a mano, e quindi vivevano tutti nel posto, anche di quel poco si viveva. Poi è cominciato a finire, ora sono arrivati i supermercati e non si vende più niente, ora si compra, ora i contadini comprano. Non producono... No, gli serve il coniglio, comprano il coniglio, il pollo, comprano il pollo, comprano le uova, comprano la frutta, comprano tutto! Prima invece si vendeva. Io mi ricordo, si facevano i cesti e si portavano al mercato, le scope, si vendeva un po' di tutto, il giovedì si andava al mercato, si racimolava qualche cosa, e si riportava, si comprava quello che...zucchero, caffè, sale, ci si viveva. I cesti tu li facevi? Sì. I canestri no, nemmeno mio padre li faceva, ma i cesti sì, le scope anche. E di telai ce ne stavano molti a Penna? Ogni famiglia quasi ce l'aveva, specialmente i contadini un po' grossi ce l'avevano tutti. Poi chi aveva il telaio chiamava le ragazze o le donne che sapevano tessere, gli davano la giornata, qualcosa, quello che c'era in quel momento, e loro tessevano.
