Lettera di Silvino Nisii a Carolina Riccioni
Lettera di Silvino Nisii alla moglie Carolina Riccioni dalla Campagna romana; scrittura a mano
Autore
Silvino Nisii
Luogo
Casali della Pallavicina (RM), Italia
Data
4 aprile 1939
Genere
Lettera
Tipologia
Manoscritto
Materiale
Carta
Fondo
Fondo Nisii
Personaggi
Silvino Nisii, Carolina Riccioni
Proprietario
Berardino Nisii
Contributore
Berardino Nisii
Collocazione
Segnatura
BAMBUN_NISII_T000024
Localizzazione
Archivio Famiglia Berardino Nisii, Fano Adriano (TE)
Diritti d'uso
C-Tutti i diritti riservati
Formato digitale
jpg
All'epoca della lettera i Casali della Pallavicina si trovavano sotto il comune di Zagarolo; oggi sono sotto il comune di San Cesareo
Pallavicina 4 aprile 1939Moglie carissima, Ebbi la tua del 29 p.p. Son contento che state tutti bene, grazie a Dio. Anche’noi godiamo ottima salute. Qua il tempo adesso si è accomodato, è molto bello. C’abbiamo molto da fare, perché ne sono ripartiti quattro, oltre Torretta, Valentino Di Tomm., Paolino, Lorenzo d’Intermesoli ed Ettore di Cesacastina. Del resto faremo alla meglio. Se non si fa la guerra, ad Antonio gli gioverà il reclamo; ma se si fa, ci credo poco. Valentino adesso va coi ciavarretti dell’anno scorso e ha cominciato a mungere. Pare che sta contento. Eccoci alla S. Pasqua, festa che come il S. Natale si dovrebbe fare uniti. Ma non si può. Del resto se sono lontano materialmente, sono vicino spiritualmente. In questi giorni vi penso di più, vi desidero più ardentemente e prego il Signore che vi mantenga sempre sani e buoni. Speriamo che un’altr’anno lo faremo assieme. A Ninuccia. Figlia mia, tua madre mi dice che la fai inquietare e che rispondi senza alcun riguardo. Si vede che dimentichi subito le tue buone promesse, i tuoi buoni propositi. Il mancare di riguardo ai superiori e più di tutto poi, alla mamma, è un delitto. La mamma soffre sempre per voi ed è degna di tutto il vostro rispetto. Chi sa quante volte di nascosto piange per le tue sgarbatezze. Mi credi? Quando ti vedo tanto sgarbata per me è una pena, e molte volte mi vengono le lagrime agli occhi. Correggiti, figlia mia, sarà bene per te, e di gioia e di consolazione per noi. A Berardina, Elisa e Carlo. Voi o figli miei, che andate a scuola, non vi giocate questi belli giorni, imparate. A scuola s’imparano tante cose belle. S’impara ad amare Dio, la patria, e la famiglia. Là v’insegnano che si devono rispettare i superiori e i genitori. Al caro Angelo. Tu che stai sempre vicino alla mamma rallegrala colle tue carezze e quando l’abbracci e baci pensa anche al tuo papà che vi pensa sempre, sempre a tutti. Insieme a Valentino vi abbraccio e bacio a tutti. Vi auguro una buona e Santa Pasqua. Credimi Silvino tuo B... B... B... P. S. Accludo la lettera di Giulio



