Lettera di Silvino Nisii a Carolina Riccioni
Lettera di Silvino Nisii alla moglie Carolina Riccioni dalla Campagna romana; scrittura a mano
Autore
Silvino Nisii
Luogo
Divino Amore (RM), Italia
Data
3 dicembre 1938
Genere
Lettera
Tipologia
Manoscritto
Materiale
Carta
Fondo
Fondo Nisii
Personaggi
Silvino Nisii, Carolina Riccioni
Proprietario
Berardino Nisii
Contributore
Berardino Nisii
Collocazione
Segnatura
BAMBUN_NISII_T000020
Localizzazione
Archivio Famiglia Berardino Nisii, Fano Adriano (TE)
Diritti d'uso
C-Tutti i diritti riservati
Formato digitale
jpg
Divino Amore 3 dic. 38Moglie carissima, Ieri ebbi la tua del 24 u.s. Ti ringrazio della premura che ti prendi per me. Non ti allarmare però, perché adesso sto bene. La testa non mi duole più e lo stomaco va molto meglio. Non c’ho l’appetito di prima, ma mangio abbastanza e sto bene. Valentino è andato a Pallavicina con Luciano col primo branco delle mamme dell’agnelle. Per il 10 corr. torneremo con tutte le lattare a Pallavicina, perciò in seguito puoi inviare la posta a Colonna. Aspetto ancora lo stato di famiglia, agli altri sono già arrivati. Non mi dici niente di Berardina. Come sta? È guarita perfettamente? Gli altri figli come stanno? E tu come ti senti? Se sapessi quanto ti ho desiderato in quei giorni che non mi sentivo bene. Non me ce la vedevo proprio più. Se mi seguitava così stavo pensando di rivenirmene. Ad ogni modo per adesso è passato, grazie alla Madonna del Divino Amore. Valentino sta bene. Fra giorni ti rimanderò 450 lire. Se ti riesce che non ti scomoda tanto puoi mettere la luce elettrica. Si dovrebbero pagare anche le 80 lire per le scarpe di Valentino, al figlio di Micuccio a Pietracamela. Se scrivi a Giulio digli che mi mandi la posta a Pallavicina. Del resto fra giorni gli scriverò anch’io. Sentirà freddo il maiale la alla stalla. Non lo tenere tanto che se fa il tempo cattivo assai è lontano per portargli a mangiare. In questi giorni ha piovuto ma adesso il tempo si è accomodato. Saluti ai parenti. Abbraccio e bacio te e i figli. Credimi Silvino tuo. B... B... B...


