Campane a fuoco, campane a morto
Germano Franciosi (1937) e Natalina Novelli (1939) testimoniano l'uso delle campane della chiesa a Fano Adriano, attuale e del passato, quando erano essenziali segnali di comunicazione per tutta la comunità.
Autore
Gianfranco Spitilli
Luogo
Fano Adriano (TE), Italia
Data
18 dicembre 2012
Regia
Gianfranco Spitilli
Riprese
Gianfranco Spitilli
Montaggio
Stefano Saverioni
Genere
Intervista
Produttore
Bambun
Aspect ratio
16:9
Formato di registrazione
Full hd
Supporto di registrazione
Video digitale
Durata
2'19''
Fondo
Fondo Tramontana
Personaggi
Germano Franciosi, Natalina Novelli
Proprietario
Bambun aps/Centro Studi Don Nicola Jobbi
Contributore
Gianfranco Spitilli
Collocazione
Segnatura
BAMBUN_TRAMONTANA_V000050
Localizzazione
Archivio Bambun, Teramo
Diritti d'uso
C-Tutti i diritti riservati
Formato digitale
mpg
Un altro modo che non si usa più è quello di suonare le campane a foco facendo girare il batocchio attorno alle campane, quello era a foco; suonare a morto per i bambini, si suonava diversamente che per un adulto. A fuoco? Come si dice, a foco? A foco, quando va a fuoco. Allora capitava spesso che andasse a fuoco qui intorno a Fano, i boschi... Quindi si usava per segnalare? Per segnalare che c'era un incendio, c'era un modo di suonare le campane. Girando... Girando intorno alla campana, e per i bambini si diceva a cinciarille, cioè la parola in dialetto per dire bambini, non me lo ricordo però questo suono come era, anche perché si è suonato poche volte, quindi non mi ritorna in mente. Invece a morto come si suona? A morto si suona da sotto non da sopra, da sotto alla torre, a tocchi, a rintocchi. Tutte e quattro le campane? Tutte e quattro, non in contemporanea, una volta una una volta l'altra, si suona in continuazione, difficilmente si incontrano perché le campane avendo una dimensione diversa, la campana grossa arriva più tardi e la campana piccola arriva prima, magari la campana grossa fa due tocchi e l'altra ne fa tre, non c'è un sincronismo, c'è un sincronismo di suono a morto, si avverte. Poi si finisce, se è maschio tre tocchi... Alla fine si smette tutti quanti, poi per annunciare ai cittadini, ai paesani, se il morto è un uomo o una donna, se è donna si fanno due rintocchi, se è maschio, se è uomo, si fanno tre rintocchi.
