Strada la vorrebbi matunare
Stornelli cantati nella modalità “a saltarella” con l’organetto, in una sequenza concatenata di rime eseguita dal pastore e cardatore Alfonso Mastrodascio del rione Casale, appartenente ad una famiglia di cantori e suonatori: il padre Giovanfrancesco, poeta improvvisatore, era un costruttore e suonatore di ciuffëlë, il flauto ricavato dallo stinco della pecora. Alfonso Mastrodascio, sebbene risultasse analfabeta, era però in grado di leggere e memorizzare i componimenti del Tasso e i versi del cosiddetto libro di Maccarone (Angelo Felice Maccheroni, poeta improvvisatore dei Monti Reatini nato a Leonessa nel 1801, autore del poemetto La Pastoral Siringa), conosceva anche l’uso dell’ottava rima e componeva a sua volta versi sui fatti accaduti in paese e durante le transumanze nella campagna romana. All'organetto diatonico a due bassi (ddu bbottë) il suonatore cerquetano Natale Guida.
Interprete
Alfonso Mastrodascio, Natale Guida
Luogo
Rione Casale, Cerqueto di Fano Adriano (TE), Italia
Data
1964
Registrazione a cura di
Don Nicola Jobbi
Formato di registrazione
Analogico
Supporto di registrazione
Nastro magnetico
Genere
Canto
Durata
1'38''
Produttore
Don Nicola Jobbi, Bambun APS
Fondo
Fondo Jobbi
Personaggi
Alfonso Mastrodascio, Natale Guida
Proprietario
Centro di Dialettologia e di Etnografia
Contributore
Bambun APS
Collocazione
B11, Abruzzo 6
Segnatura
BAMBUN_JOBBI_A000004
Localizzazione
Fondo Leydi, Centro di Dialettologia e di Etnografia, Bellinzona, Svizzera / Archivio Centro Studi Don Nicola Jobbi/Bambun APS, Teramo
Diritti d'uso
C-Tutti i diritti riservati
Formato digitale
mp3
Il brano è il B11 del nastro Abruzzo 6 del Fondo Leydi. È già stato pubblicato in: G. Spitilli (a cura di), "Abruzzo 6. Le prime registrazioni di Don Nicola Jobbi a Cerqueto dal Fondo Leydi", Tramontana Sonora, Teramo, 2014; ascoltabile tramite QRcode anche in G. Spitilli (a cura di), "L'ascolto e la visione. Don Nicola Jobbi e l'Appennino centrale del XX secolo", Edizioni Centro Studi Don Nicola Jobbi, Teramo, 2020. Il contenuto del nastro Abruzzo 6 è stato restaurato e rimasterizzato nel 2014 ai fini della pubblicazione da Bambun APS nell'ambito del progetto europeo Tramontana Network e del progetto Culture Immateriali dedicato al Fondo Jobbi. Pubblicato per gentile concessione del CDE-Centro di Dialettologia e di Etnografia di Bellinzona, Canton Ticino, Svizzera; documento salvaguardato grazie al sostegno di Memoriav.
Stradi la vurrebbi mattunare e sta stradi la vorrebbe matunare di rose e fiori la vorrei coprire [2 vv.] rose e fiori la vorrei coprire e d’acqua rosata la vorrei bagnare [2 vv.] e ti vengo a saluta’ cocca di mamma [2 vv.] Messë lu cappell’a mezza testa e t’hai messo lu cappell’a mezza testa e pe’ cojona’ le donne sei fatto apposta [2 vv.] cojona’ le donne sei fatto apposta e ma si cujonë a me cari ti costa [2 vv.] Guarda che vertù che c’ha la donna e ma guarda che vertù che c’ha la donna e porta ddu mele ‘m bettë e ‘n ze le magna [2 vv.] te’ ddu mele ‘m bettë e ‘n ze le magna e quando prende il maritë le cunzegna [2 vv.] (trad.) Questa strada la vorrei lastricare / di rose e fiori la vorrei coprire / e d’acqua rosata la vorrei bagnare / ti vengo a salutare “cocca” [prediletta] della mamma; ti sei messa il cappello a mezza testa / per ingannare le donne sei fatto apposta / ma se imbrogli me caro ti costa; guarda che virtù che ha la donna / porta due “mele” in petto e non le mangia / quando prende il marito le consegna