Nelle campagne di Ronzano, nei pressi del fiume Mavone, si celebra il culto di Santa Maria Assunta nell’omonima abbazia benedettina. Narrazioni miracolose legano la venerazione della Vergine al luogo, e all’adorazione della reliquia della Vera Croce, ritrovata nei campi vicini da un contadino e dai suoi buoi aratori. Il giorno dell’Assunzione di Maria i bambini sono portati in chiesa per ricevere dalla Croce una speciale protezione, mentre il piazzale antistante si popola di animali, giostre e bancarelle per l’antichissima fiera del bestiame e dei prodotti agricoli locali.

Una cosa che succedeva solo qui da noi era la consacrazione dei bambini, si consacravano il 15 agosto di ogni anno dei bambini in chiesa con la Croce Santa. Si consacravano i bambini di tutta la zona, di tutti i comuni”.

Carlo Pierannunzio, 24 gennaio 2013

Nella chiesa di Santa Maria di Ronzano è custodita una croce-reliquiario lignea, detta stauroteca, rivestita con lamina dorata decorata in filigrana e gemme, datata in un’epoca compresa tra il XII e il XIV-XV secolo. Le diverse parti che la compongono, dalla croce di legno a doppia traversa alla raffinata decorazione di rivestimento, sono state realizzate in varie fasi successive, come la robusta teca in cui ancora oggi la croce è alloggiata. Secondo la tradizione locale il reliquiario cruciforme contiene un frammento della Vera Croce e fu rinvenuto da un contadino intento ad arare con i propri buoi i terreni circostanti, dando vita alla venerazione della Santa Croce nella vicina abbazia: una leggenda di fondazione rispondente a un diffuso modello che vede nei bovini dei protagonisti onnipresenti della mediazione con l’extra-umano in un ampio contesto cristiano-cattolico mediterraneo ed europeo.

La miracolosa intercessione animale, posta alle origini del culto e della presenza in loco del frammento ligneo identificato come parte della Croce di Gesù sul Golgota, si unisce a un ulteriore elemento leggendario, raccontato oralmente dagli anziani, che attribuisce a Sant’Elena Imperatrice un passaggio presso l’abbazia di Santa Maria di Ronzano e la donazione personale della reliquia, poi dispersa e ritrovata in seguito nelle campagne dai buoi inginocchiati. La santa, madre di Costantino precocemente convertita al cristianesimo e protagonista del ritrovamento della Vera Croce a Gerusalemme tra il 326 e il 328, ne riportò una porzione in Occidente, secondo quanto riferito dalle fonti, dando vita a un conseguente spargimento di frammenti in molti luoghi della cristianità.

A Ronzano l’antico culto è praticato specialmente nel giorno dell’Assunzione, quando la Santa Croce è utilizzata per la benedizione dei bambini in funzione protettiva durante la messa pomeridiana del 15 agosto. In passato l’ostensione della reliquia, accompagnata dal segno della croce e dal bacio della stauroteca, era destinata a consacrare e proteggere tutti i bambini nati nell’ultimo anno; oggi è estesa ai bambini di età diversificate. L’uso rituale della croce trova inoltre la sua ragione nella stessa fattura del reliquiario, arricchito da formule apotropaiche di probabile carattere magico apposte sulla corniola rossa incastonata nel rivestimento.

E proprio ai bovini è prevalentemente dedicata la millenaria fiera che si svolge nell’ampio terreno antistante l’abbazia, in passato vero e proprio punto di riferimento sociale e commerciale per l’intera vallata legato ai possedimenti benedettini.

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La benedizione

Un momento della benedizione dei bambini con la reliquia della Vera Croce.

Ronzano di Castel Castagna (TE), 15 agosto 2018.

Riprese di Stefano Saverioni,
Archivio Centro Studi Don Nicola Jobbi/Bambun.

Trasmissione e salvaguardia

La festa di Santa Maria Assunta è organizzata dalla locale parrocchia e la congiunta fiera dal Comune di Castel Castagna, assieme a professionisti del settore veterinario e con la partecipazione di numerose aziende zootecniche locali. Mentre la celebrazione religiosa risente più marcatamente del cambiamento culturale e del decremento demografico verificatosi negli ultimi decenni, influendo in negativo sull’articolazione del rito della benedizione e sulla diffusa partecipazione di bambini ricordata in passato, la fiera gode al contrario di un crescente successo. Al centro di un percorso di valorizzazione delle razze bovine e dei prodotti agricoli e agroalimentari del territorio, raccoglie ogni anno l’interesse e la presenza di migliaia di visitatori e fruitori, configurandosi come una delle fiere più longeve e frequentate dell’Abruzzo settentrionale. Sebbene inserita in un quadro socio-economico profondamente mutato, nel quale la funzione stessa degli animali bovini nell’universo agricolo appare radicalmente e irrimediabilmente cambiata, l’iniziativa svolge tuttora una funzione di raccordo fra allevatori, esperti del settore e pubblico, sostenendo gli scambi economici, una rete di relazioni sociali, un premio e una valutazione morfologica dei capi di bestiame presentati.

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