IL TEMPO DELL'ATTESA
La Passijonë
Canto trasmesso da Luigi Saputelli, appartenente al repertorio dei canti di questua, diffuso in tutta la Valle del Vomano in numerose forme e varianti. Era eseguito da cantori e suonatori itineranti che si spostavano per le contrade e le case sparse il giorno della Domenica della Passione, in cambio di uova. Questa versione è la stessa che Luigi Saputelli ha interpretato per oltre quarant’anni accompagnato all’organetto da Domenico Di Martino, che qui la esegue assieme a Marco Saputelli, nipote di Luigi e fratello di Roberto. La trascrizione del testo del canto adottata ricalca la versione originaria dettata da Luigi Saputelli, basata sullo schema noto anche come "L'Orologio della Passione", che enumera gli accadimenti delle dodici ore della Passione di Gesù.
Interprete
Marco Saputelli, Domenico Di Martino
Luogo
Contrada Martinillë di Cermignano (TE), Italia
Data
6 aprile 2012
Registrazione a cura di
Ivan D'Antonio
Formato di registrazione
Wav
Supporto di registrazione
Mixer digitale
Genere
Canto
Durata
3'53''
Produttore
Bambun APS, Ciarvavì
Fondo
Fondo Spitilli
Personaggi
Marco Saputelli, Domenico Di Martino
Proprietario
Ciarvavì, Bambun APS
Contributore
Gianfranco Spitilli
Collocazione
Segnatura
BAMBUN_SPITILLI_A000010
Localizzazione
Archivio Centro Studi Don Nicola Jobbi/Bambun APS, Teramo
Diritti d'uso
C-Tutti i diritti riservati
Formato digitale
mp3
La registrazione è stata realizzata nell'ambito di un progetto di ricerca confluito nella pubblicazione del CD "Ciarvavì. Sonate e canti della Valle del Vomano imparati a orecchio dagli anziani" (2013) a cura di Gianfranco Spitilli, in collaborazione con Roberto Saputelli. Il canto è registrato fuori funzione.
È priparate ‘n’orë daverle dumbacè li dumbacè sereno così Gesù parlò Le due redendore Giuda li piedi ca ji lavò ne disse dell’errore che ti perdonerò Le tre dinsacramento fu vestito da mordilò Gesù col cuor contento pure il corpo dispenzò A le quattr’or si morse chi ‘na gran passio’ Gesù perse le forze ‘lura Ggiud si turbò A le cinqu’or nell’orto lu ben Gesù tuccò tu sei il Patreterno arretë al cielo andò A li sett’or disanime lu turbë gli parlò li ottë ‘na langiatë lu ben Gesù tuccò Li novë di schiaffeggiatë e li turbë si minò le dieci di carcilatë lu ben Gesù tuccò Quando che fu accusato sunate le undici or li dodici or Pelatë per Gesù si priparò Li tredici or di bianghë fu vestito in Salvator schernito con una canna per dargli più dolor Legato a un crocifisso fu le quattordici or Pelato se n’afflisse non ci trovava error Liato a ‘na culonnë ca fu le quindici or battuto e fraggellatë era Cristo con dolor La crona fu di spine ca fu le sedici or lu tembë s’adduvinë e il suo sangue si versò A li diciasett’orë penne e carte aduprò per legger la sentenza lu ben Gesù tuccò Li chiodi e li martelli per Gesù si presidò la croce Redendore alle diecidotto andò A li diciannov’ore ci firmò tastamenti Gesù pieno d’amore San Giovanni si chiamò A li vendì da beri fu rinchiuso il Redendor portando cetë e fele in domino peccator Appunto a li vinduno il suo capo s’inclinò con anima santa e pura dal Patreterno andò A li vindiddù orë la langia trapassò ma sotto il costato fu ferito il Redendor A li vintitrè orë da la crocia li livò la crona da la frondë li spinë sanguinò A li vindiquattr’orë morì il Redendor sarà per il nostro amore a tutti ci salvò Trimè la terrë e li mundë tuttë li murtë risiscitò li pietre dei defunti gran dolor ch’abbiam mostrò Che sia ringrazzijatë ringrazzijatë io non sarò che sia ringrazzijatë questa Santa Passijo’