A VOCE "STESA"
E locia di lucento
Canto polivocale di corteggiamento in dialetto pretarolo, normalmente eseguito durante il lavoro agricolo: Celestina De Luca, Salvatore De Luca, Giuseppina Giardetti (Giuspecchia), Luigina Panza, Ginevra Bartolomei, Teresa Davidde, Maddalena Montauti (Bimba), Isabella Leone.
Interprete
Celestina De Luca, Salvatore De Luca, Giuseppina Giardetti (Giuspecchia), Luigina Panza, Ginevra Bartolomei, Teresa Davidde, Maddalena Montauti (Bimba), Isabella Leone
Luogo
Pietracamela (TE), Italia
Data
17 maggio 1905
Registrazione a cura di
Don Nicola Jobbi
Formato di registrazione
Analogico
Supporto di registrazione
Nastro magnetico
Genere
Canto
Durata
1'26''
Produttore
Don Nicola Jobbi, Bambun APS
Fondo
Fondo Jobbi
Personaggi
Celestina De Luca, Salvatore De Luca, Giuseppina Giardetti (Giuspecchia), Luigina Panza, Ginevra Bartolomei, Teresa Davidde, Maddalena Montauti (Bimba), Isabella Leone
Proprietario
Bambun APS
Contributore
Bambun APS
Collocazione
DNI1
Segnatura
BAMBUN_JOBBI_A000009
Localizzazione
Archivio Centro Studi Don Nicola Jobbi/Bambun APS, Teramo
Diritti d'uso
C-Tutti i diritti riservati
Formato digitale
mp3
A Pietracamela questo genere di repertorio polivocale, spesso eseguito con una modalità a dispetto, si cantava per alleviare la fatica e corteggiare, da un campo all’altro, per trasmettersi informazioni sugli appuntamenti serali e indicare i luoghi delle feste e dei balli sull’aia, per discutere in una forma ritualizzata e controllata dal verso, dall’ironia, dall’estemporaneità del messaggio; o per le occasioni augurali e i matrimoni. Ma si cantava anche per solennizzare occasioni religiose, quando le donne si ritrovavano raccolte in chiesa e potevano esprimere il loro canto corale nel riverbero delle navate. Il canto è guidato in apertura da una voce solista, seguita da una parte corale all’unisono e da una rapida divaricazione delle voci su intervalli che oscillano fra la terza e la quinta, per chiudere all'unisono nella cadenza conclusiva, come segnalato dall’etnomusicologo Roberto Leydi, che se ne interessò già dai primi anni Sessanta del Novecento.