Orazione di Sant’Antonio
L'Orazione di Sant'Antonio - così definita dallo stesso Marino Ciprietti - eseguita da Giannina Malaspina (voce) e Marino Ciprietti (fisarmonica, voce) a casa di Maria Salzetta, durante l'itinerario di questua stagionale. Il canto è più diffusamente noto come "In onore di Sand’Andonië", testimoniato nelle trasmigrazioni che la versione dei camplesi ha avuto nelle vallate da loro attraversate, divenendo prevalentemente parte integrante del repertorio di alcune squadre di questua attive per la festa di Sant’Antonio Abate nell’Alto Fino, nella Valle Siciliana, in quelle del Vomano e del Piomba, nella porzione meridionale collinare e pedemontana della provincia di Teramo.
Interprete
Giannina Malaspina, Marino Ciprietti
Luogo
Macchie, Farindola (PE), Italia
Data
13 luglio 1993
Registrazione a cura di
Domenico Di Virgilio
Formato di registrazione
Analogico
Supporto di registrazione
Nastro magnetico
Genere
Canto
Durata
5'24''
Produttore
Archivio Etno Linguistico Musicale Abruzzese (AELMA)
Fondo
Fondo Di Virgilio
Personaggi
Giannina Malaspina, Marino Ciprietti
Proprietario
AELMA
Contributore
Domenico Di Virgilio
Collocazione
Segnatura
AELMA_DI-VIRGILIO_A000001
Localizzazione
Archivio Etno Linguistico Musicale Abruzzese (AELMA), Chieti
Diritti d'uso
C-Tutti i diritti riservati
Formato digitale
mp3
La vicenda narrata nel canto del ricco mercante, superbo e sacrilego, che si accanisce con la statua di Sant’Antonio custodita in una vicina chiesa perché ritiene il santo responsabile della morte o della sparizione dei suoi animali (buoi, vacche, cavalli), sembra richiamare, almeno in parte, un modello agiografico tardomedievale di impianto francescano, facendo propendere per una composizione di matrice tosco-umbra di questa orazione. Il protagonista extra-umano della vicenda sarebbe dunque, propriamente, Sant’Antonio da Padova, innestato su stilemi leggendari derivati dalle Vite di Francesco d’Assisi ma in seguito sovrapposto alla figura dell’abate, e così diffuso nelle aree appenniniche. Il canto è stato pubblicato nel CD allegato al volume "Giannina Malaspina cantastorie" (2017), di Filippo Bonini Baraldi, Domenico Di Virgilio e Gianfranco Spitilli.
All’onore di sant’Antonio or si canta questa storia se la tenga in sua memoria per chi la vuole imparar. Gran miracolo è accaduto non si può davver negare io vi prego buona gente di volermi ben ascolta’. Era un ricco negoziante e di tante masserie e più di tre volte al giorno lui l’andava a visitar. Molte bestie gli moriva con diverse malattie e dispersi nella via era una gran quantità. Parte subito il mercante perché era tutto sdegnato da una chiesa se n’è andato sant’Antonio a ritrova’. Dopo averla ritrovato lui gli parla molto ardito e col cuore assai indurito lo comincia a male tratta’. E lui come un cane guasto gli s’infuria sull’altare «tu quaggiù devi calare poi con me devi venir». Se lo tiene per tre giorni nella sua masseria e ma mai non si vedeva quella morte di cessar. Prend’allora sant’Antonio co’ un cuore assai sdegnato co’ una corda lo ha legato e a un cavallo poi l’attaccò. Poi lo prende un gran bastone lo comincia a bastonare il cavallo s’inginocchia e non vuole più cammina’. Quei pastori che stavano intorno e gridavano fortemente e correvano molta gente a vedere quel che sarà. Di vedere quelle cose che facevano intimorire e ognuno cercava fuggire e per non vederlo più. Quando erano partiti riguardavano in quel sito tutto quanto era smarrito ed un lago d’acqua fu. Il miracolo fu visto sant’Antonio l’ha dichiarato in quel luogo desolato senza niente resterà.
